Quando la vittima diventa il colpevole: che cos’è il DARVO

Quando la vittima diventa il colpevole: che cos’è il DARVO

Può accadere durante una discussione di coppia, in famiglia, sul lavoro o tra amici. Una persona prova a dire di essere stata ferita da un comportamento. Si aspetterebbe una spiegazione, forse delle scuse. Invece, dopo pochi minuti, si ritrova a doversi difendere. Non si parla più di ciò che è accaduto, ma del suo carattere, dei suoi errori, delle sue presunte colpe. Alla fine della conversazione può perfino domandarsi: «E se fossi io ad avere sbagliato?».

Esiste un termine utilizzato in psicologia per descrivere una particolare dinamica di questo tipo: DARVO, acronimo di Deny, Attack, and Reverse Victim and Offender: negare, attaccare e invertire i ruoli tra vittima e autore del comportamento. Il concetto fu proposto dalla psicologa Jennifer Freyd negli anni Novanta nell’ambito dei suoi studi sul trauma da tradimento (Freyd, 1997).

La sequenza è apparentemente semplice. Di fronte alla contestazione di un comportamento, la persona prima nega: «Non è successo», «Stai esagerando», «Hai capito male». Poi può attaccare chi solleva il problema, mettendone in discussione il carattere, le intenzioni o la credibilità. Infine avviene il passaggio più insidioso: il rovesciamento dei ruoli. Chi inizialmente era chiamato a rispondere del proprio comportamento finisce per presentarsi come la persona ferita, perseguitata o ingiustamente accusata. E chi aveva sollevato il problema si ritrova sul banco degli imputati.

Non è soltanto una costruzione teorica. Harsey, Zurbriggen e Freyd (2017) hanno studiato empiricamente il DARVO chiedendo a 138 studenti universitari di ricordare un episodio nel quale avevano affrontato qualcuno per un torto subito. Una maggiore esposizione a risposte riconducibili al DARVO risultava associata a una maggiore tendenza all’auto-colpevolizzazione. È forse questo uno degli aspetti psicologicamente più interessanti del fenomeno: non serve necessariamente convincere l’altro di avere torto; può bastare insinuargli il dubbio di averlo.

Il rovesciamento può coinvolgere anche chi osserva dall’esterno. In due studi sperimentali, Harsey e Freyd (2020) hanno mostrato che, dopo l’esposizione a una risposta DARVO, i partecipanti tendevano a considerare la vittima meno credibile e maggiormente responsabile e l’autore meno responsabile. Nello stesso lavoro, conoscere preventivamente il DARVO attenuava alcuni di questi effetti.

Negli ultimi anni, soprattutto sui social, si è diffusa anche l’espressione “abuso reattivo” per indicare situazioni nelle quali la reazione emotiva di una persona sottoposta a comportamenti provocatori o abusanti viene successivamente utilizzata contro di lei: la sua rabbia, per esempio, diventa la prova che sarebbe lei il problema. È però opportuno essere prudenti. “Abuso reattivo” non è una diagnosi psichiatrica e possiede una base scientifica assai meno definita rispetto al costrutto del DARVO.

Ma occorre fare attenzione anche all’estremo opposto. Conoscere una parola nuova non significa avere trovato una spiegazione per ogni relazione difficile. Negare un’accusa, arrabbiarsi durante una discussione o sentirsi ingiustamente attaccati non significa automaticamente mettere in atto un DARVO. E riconoscere alcuni elementi della sequenza non consente, da solo, di stabilire chi abbia ragione o torto in un conflitto.

È lo stesso rischio che corriamo quando trasformiamo “narcisista”, “bipolare”, “trauma” o “gaslighting” in parole buone per interpretare qualsiasi comportamento che ci ferisce. La psicologia può aiutarci a dare un nome a dinamiche complesse. Ma quando le sue parole diventano sentenze, smettono di aiutarci a capire.

Forse conoscere il DARVO serve soprattutto a porci una domanda. Quando proviamo a parlare con qualcuno di qualcosa che ci ha ferito, alla fine della conversazione stiamo ancora parlando di quel comportamento oppure siamo finiti a difenderci da un’accusa completamente diversa?

Bibliografia Essenziale:

Freyd, J.J. (1997). Violations of power, adaptive blindness, and betrayal trauma theory. Feminism & Psychology, 7(1), 22–32. doi:10.1177/0959353597071004.

Harsey, S.J., Zurbriggen, E.L., & Freyd, J.J. (2017). Perpetrator responses to victim confrontation: DARVO and victim self-blame. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 26(6), 644–663. doi:10.1080/10926771.2017.1320777.

Harsey, S.J., & Freyd, J.J. (2020). Deny, Attack, and Reverse Victim and Offender (DARVO): What is the influence on perceived perpetrator and victim credibility? Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 29(8), 897–916. doi:10.1080/10926771.2020.1774695.