Perché possiamo tutti diventare vittime di una truffa sentimentale?

Perché possiamo tutti diventare vittime di una truffa sentimentale?

di  Santino Gaudio 

Quando leggiamo di qualcuno che ha inviato migliaia di euro a una persona conosciuta online e mai incontrata, la prima reazione è spesso: «Come ha potuto crederci?». Dietro questa domanda se ne nasconde un’altra, più rassicurante: «A me non potrebbe mai succedere». Eppure è proprio questa certezza che merita di essere messa in discussione. Le truffe sentimentali, o romance scam, non funzionano necessariamente perché incontrano persone ingenue. Funzionano perché sfruttano qualcosa che appartiene a tutti noi: il bisogno di fidarsi, di sentirsi scelti e di costruire legami.

Il truffatore, infatti, raramente comincia chiedendo denaro.  Comincia costruendo una relazione. Un messaggio, una confidenza, un’attenzione quotidiana. La comunicazione può diventare progressivamente più intensa e intima, fino a creare la sensazione di avere incontrato qualcuno capace di comprenderci. È questo che rende la truffa sentimentale diversa da molte altre frodi: prima ancora del denaro viene coinvolto l’affetto.

La ricerca mostra quanto sia riduttivo immaginare un identikit semplicistico della vittima. In uno studio sulle caratteristiche psicologiche delle persone coinvolte nelle romance scam, Whitty (2018) ha riscontrato associazioni con maggiore fiducia, impulsività e ricerca di sensazioni. Ma è emerso anche un dato interessante: nel campione le vittime tendevano a essere donne con un buon livello di istruzione (gli uomini per pudure tendono a non denunciare ed a non parlarne). Cultura e competenza professionale, dunque, non rendono automaticamente immuni dalla manipolazione affettiva.

Una successiva revisione sistematica di 53 studi ha mostrato quanto il fenomeno sia complesso. Le conoscenze sui fattori psicologici e sociodemografici che possono aumentare la vulnerabilità sono ancora limitate, mentre emerge la varietà delle strategie utilizzate per costruire e mantenere la relazione fraudolenta (Bilz, Shepherd & Johnson, 2023). Non esiste, insomma, un unico “tipo” di persona destinata a cadere nella trappola.

Una recente revisione di 50 studi empirici aiuta a capire ancora meglio il meccanismo. Schokkenbroek e Snaphaan (2026) descrivono la romance scam come un processo che può attraversare diverse fasi: individuazione della possibile vittima, primo contatto, passaggio verso comunicazioni più private, costruzione del legame, richiesta economica e, talvolta, ulteriori pressioni. Il truffatore non propone semplicemente una storia falsa: contribuisce a costruire, giorno dopo giorno, una realtà relazionale credibile.

Possiamo allora comprendere perché anche una persona razionale possa ignorare incongruenze che, viste dall’esterno, sembrano evidenti. Quando abbiamo investito tempo, emozioni, aspettative e confidenze in una relazione, riconoscere che quella relazione non esiste significa perdere molto più del denaro. Significa mettere in discussione una parte della propria vita emotiva.

Dire che possiamo tutti diventare vittime non significa naturalmente affermare che tutti abbiamo lo stesso rischio. Significa riconoscere che intelligenza, cultura e posizione sociale non ci sottraggono ai normali bisogni affettivi sui quali può agire una manipolazione ben costruita.

Forse, allora, dovremmo sostituire la domanda «Come ha fatto a cascarci?» con una più utile:  «Come è stata costruita una relazione così credibile da riuscire a ingannarlo?».  Perché la prima difesa contro una manipolazione non è considerarci invulnerabili, ma sapere che la fiducia — proprio perché indispensabile alle relazioni umane — può anche essere utilizzata contro di noi.

Riferimenti bibliografici

Whitty, M.T. (2018). Do You Love Me? Psychological Characteristics of Romance Scam Victims. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, 21(2), 105–109.

Bilz, A., Shepherd, L.A. & Johnson, G.I. (2023). Tainted Love: A Systematic Literature Review of Online Romance Scam Research. Interacting with Computers, 35(6), 773–788.

Schokkenbroek, J.M. & Snaphaan, T. (2026). Love as Bait: A Scoping Review and Crime Script Analysis of Online Romance Scams. Trauma, Violence, & Abuse, 27(4), 1877–1893.