Un bacio può cambiare il mondo: Quello che accade nel corpo quando baciamo chi amiamo
Di Santino Gaudio
Quello che accade nel corpo quando baciamo chi amiamo
Ci sono baci che dimentichiamo un minuto dopo e baci che ricordiamo per tutta la vita. Eppure il gesto è quasi lo stesso: due volti si avvicinano, gli occhi spesso si chiudono, le labbra si incontrano. Pochi centimetri di pelle, pochi secondi. Ma quando baciamo la persona che amiamo, per il nostro cervello non sta accadendo affatto qualcosa di piccolo.
Le labbra sono una delle zone più sensibili del corpo. Nel bacio convergono tatto, temperatura, odore, gusto, respiro e movimento. Il cervello riceve contemporaneamente moltissime informazioni e le incontra con qualcosa che era già lì prima del contatto: il volto dell’altro, la sua voce, il suo odore, i ricordi condivisi, il desiderio, l’attesa. Per questo un bacio non è soltanto una sensazione. È una sensazione alla quale il cervello attribuisce un significato.
La ricerca suggerisce infatti che il bacio romantico abbia funzioni più complesse della semplice eccitazione sessuale. Wlodarski e Dunbar, studiando oltre novecento persone, hanno proposto che possa contribuire sia alla valutazione del partner sia al mantenimento del legame di coppia. Un primo bacio può persino modificare l’attrazione che proviamo per qualcuno. Come se, quando le parole si interrompono, il corpo continuasse a raccogliere informazioni.
Ma cosa rende diverso il contatto della persona amata da quello di chiunque altro? La neurobiologia offre una risposta affascinante: il cervello non registra soltanto che siamo stati toccati. Registra da chi.
In uno studio di neuroimaging, Kreuder e colleghi hanno osservato che il contatto del partner coinvolge i sistemi cerebrali della ricompensa e dell’intimità in modo diverso rispetto al contatto di uno sconosciuto. L’ossitocina, spesso chiamata troppo semplicisticamente “ormone dell’amore”, sembra partecipare a questa modulazione: nello studio aumentava selettivamente la risposta al tocco del partner nel nucleus accumbens, un nodo importante dei circuiti della ricompensa. Non significa che l’amore possa essere ridotto a una molecola. Significa, al contrario, che una relazione può modificare il modo in cui il cervello attribuisce valore a una sensazione.
Un lavoro più recente di Handlin e colleghi aggiunge un particolare ancora più sorprendente. Misurando l’ossitocina endogena mentre alcune donne venivano accarezzate dal proprio partner o da uno sconosciuto durante una risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno mostrato che la risposta ormonale e cerebrale dipendeva dal contesto sociale e persino da ciò che era accaduto poco prima. Il contatto, dunque, non possiede un significato biologico fisso.
La storia entra nella fisiologia.
Forse è questa la parte più bella. Quando baciamo chi amiamo non incontriamo soltanto delle labbra. Incontriamo tutto ciò che quelle labbra rappresentano per noi. Il cervello integra il presente con la memoria, il corpo con l’emozione, la sensazione con il legame. La stessa pressione, lo stesso calore, lo stesso gesto compiuto da un’altra persona possono diventare un’esperienza completamente diversa.
Ecco perché alcuni baci sembrano fermare il tempo. Non perché il tempo si fermi davvero, né perché esista una misteriosa “chimica dell’amore”. Ma perché, per pochi secondi, molto di ciò che siamo — sensazioni, memoria, desiderio, ricompensa, attaccamento — può convergere nello stesso gesto.
Un bacio probabilmente non cambia il mondo. Ma quando viene dalla persona che amiamo può cambiare, per qualche istante, il modo in cui il nostro cervello sente il mondo.
E forse è proprio per questo che, molti anni dopo, di certi baci ricordiamo ancora perfino il momento in cui abbiamo chiuso gli occhi.
Bibliografia
Wlodarski R, Dunbar RIM. Examining the possible functions of kissing in romantic relationships. Archives of Sexual Behavior. 2013;42(8):1415–1423. doi:10.1007/s10508-013-0190-1.
Kreuder AK, et al. How the brain codes intimacy: The neurobiological substrates of romantic touch. Human Brain Mapping. 2017;38(9):4525–4534. doi:10.1002/hbm.23679.
Handlin L, et al. Human endogenous oxytocin and its neural correlates show adaptive responses to social touch based on recent social context. eLife. 2023;12. doi:10.7554/eLife.81197.
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