Non ti voglio, ma non ti lascio andare: quando una relazione diventa potere
Di Santino Gaudio
Ci sono persone che non sembrano desiderare davvero una relazione, ma non sopportano l’idea di perderla. Si allontanano quando l’altro cerca vicinanza e tornano quando avvertono che potrebbe andarsene. Non costruiscono un legame, ma continuano a tenerlo in vita. Perché?
Non sempre dietro questi comportamenti esiste un’intenzione manipolatoria. Talvolta esprimono insicurezza, ambivalenza affettiva o paura dell’abbandono. In altri casi, però, il rapporto può diventare soprattutto uno strumento per esercitare potere sull’altra persona.
Quando il legame serve a mantenere il controllo
In una relazione fondata sulla reciprocità, l’altro è riconosciuto come una persona libera, con desideri, bisogni e scelte proprie. Nelle dinamiche controllanti, invece, la sua autonomia può essere vissuta come una minaccia.
Non è indispensabile condividere esperienze, costruire progetti o coltivare un’intimità autentica. Può diventare più importante sapere di poter ancora suscitare una risposta, ottenere attenzione, provocare gelosia o condizionare una decisione. Il rapporto si trasforma così in una conferma della propria influenza: non conta tanto esserci nella vita dell’altro, quanto sapere di poterci rientrare.
Una metanalisi di Keilholtz e colleghi (2023) ha rilevato associazioni tra violenza psicologica nelle relazioni intime, comportamenti controllanti e dinamiche di potere. Non significa che ogni rapporto ambiguo sia abusivo, ma che il controllo può costituire una componente delle relazioni psicologicamente dannose.
Il potere di andare e tornare
Una dinamica particolarmente destabilizzante è l’alternanza tra vicinanza e distanza. Un messaggio inatteso, una promessa, un gesto affettuoso possono riaccendere speranze che sembravano esaurite. Poi tornano il silenzio e l’indifferenza. Chi vive questa oscillazione può cercare continuamente spiegazioni, attribuendo a ogni piccolo segnale un significato decisivo.
Ma la contraddittorietà non dimostra, da sola, una manipolazione deliberata. Diventa importante osservare se l’ambiguità è persistente, se i confini vengono rispettati e se è possibile un confronto sincero. Una revisione sistematica di Coates e colleghi (2026) descrive la varietà dei comportamenti psicologicamente abusivi nelle relazioni intime, tra cui forme di controllo e isolamento. Il punto, quindi, non è etichettare una persona, ma riconoscere i comportamenti e i loro effetti.
Quando il controllo produce sofferenza
Il problema non riguarda soltanto le intenzioni di chi cerca di controllare, ma anche le conseguenze per chi ne subisce i comportamenti. Una revisione sistematica con metanalisi di Lohmann e colleghi (2024) ha documentato associazioni tra controllo coercitivo e sintomi depressivi e post-traumatici. Sono risultati relativi a situazioni più gravi della semplice incertezza sentimentale: sarebbe scorretto sovrapporre i due fenomeni.
La domanda fondamentale, allora, non è soltanto perché qualcuno continui a cercarci, ma quale spazio ci venga riconosciuto. Possiamo esprimere liberamente ciò che desideriamo? Possiamo dire di no? Possiamo allontanarci senza pressioni, colpevolizzazioni o tentativi di farci tornare sui nostri passi?
Talvolta cerchiamo così a lungo di comprendere le ragioni dell’altro da dimenticare di ascoltare le nostre. Eppure non occorre dimostrare che qualcuno sia un manipolatore per riconoscere che un rapporto ci fa soffrire o non rispetta i nostri limiti.
L’affetto non dovrebbe richiedere la rinuncia alla propria libertà. Perché non tutto ciò che ci trattiene è amore. E non tutti coloro che non vogliono perderci desiderano davvero stare con noi. A volte, il primo gesto di libertà è riconoscere questa differenza.
Bibliografia
Keilholtz, B.M., Spencer, C.M., Vail, S. and Palmer, M. (2023). Relationship dynamics associated with emotional IPV perpetration and victimization: A meta-analysis. Journal of Marital and Family Therapy, 49(2), 411–430. https://doi.org/10.1111/jmft.12630
Coates, A.J.B., Dryer, R., Higgins, D.J. and Willis, M.L. (2026). Measuring Psychologically Abusive Behaviors in Adult Intimate Relationships: A Systematic Review of Measures. Trauma, Violence, & Abuse. https://doi.org/10.1177/15248380261476693
Lohmann, S., Cowlishaw, S., Ney, L., O’Donnell, M. and Felmingham, K. (2024). The Trauma and Mental Health Impacts of Coercive Control: A Systematic Review and Meta-Analysis. Trauma, Violence, & Abuse, 25(1), 630–647. https://doi.org/10.1177/15248380231162972



